In questi mesi difficili mesi si è parlato molto di Coronavirus e di corretta igiene per le mucose di bocca, naso e occhi per ridurre al minimo i rischi di contagio. Proprio per questo è bene fare chiarezza sull’utilizzo di occhiali e lenti a contatto, e per qualsiasi dubbio rivolgersi al proprio oculista o al contattologo (figura presente in molti centri ottici).

Lenti a contatto: produzione sicura

Prima di tutto nella produzione delle lenti a contatto si seguono sempre dei rigidi protocolli di sicurezza, proprio perché si tratta di dispositivi medici. La fabbricazione avviene in ambienti sterili, il personale che vi lavora adotta tutte le misure previste dalla legge. È inoltre una produzione automatizzata, per cui non c’è contatto diretto tra il personale e il prodotto.

Coronavirus e occhi: piccole accortezze

Quando si mettono o tolgono le lenti a contatto è sempre altamente consigliato lavare bene le mani, e questo non solo in tempi di pandemia, ma per evitare la trasmissione di qualsiasi virus o infezione. Inoltre le lenti a contatto vanno disinfettate e per un corretto uso vi invitiamo a seguire i consigli dell’esperto di Ottica Vasari.

Per la salute dei nostri occhi, anche se indossiamo gli occhiali, è bene avere le mani sempre pulite prima di toccarci il viso e il contorno occhi. In questo particolare periodo si possono scegliere delle lenti usa e getta giornaliere, per essere sicuri di avere un prodotto sempre ben sterilizzato, o magari indossare gli occhiali, che in ogni caso vanno puliti con una certa frequenza. In caso di congiuntiviti o forti lacrimazioni è bene consultare uno specialista.

Pulire gli occhiali ai tempi del Coronavirus

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La salute dei nostri occhi

Il lockdown ha favorito anche un maggiore utilizzo dei dispositivi elettronici come pc, tv, tablet e smartphone sia per questione lavorative o di passatempo, che per la formazione e lo studio, due attività che prima di svolgevano in aula. Sia i bambini che gli adulti hanno quindi sottoposto gli occhi a un maggiore stress, andando incontro a patologie come la sindrome dell’occhio secco (riguarda circa l’80% delle donne dopo i 40 anni e il 60% degli uomini), ma anche a un aumento dei difetti di miopia.

In una nota la Società Oftalmologica Italiana spiega che in Europa nella popolazione, con età compresa tra 60 e 65 anni, i miopi sono il 16%; mentre tra i 25 e i 29 anni più del 47%; una percentuale che sta crescendo anche tra le generazioni più giovani.

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