Il cheratorcono è una patologia della cornea che la deforma e ne compromette la normale funzionalità. Si tratta di una condizione degenerativa, che peggiora quindi con il tempo. Scopriamo quali sono le cause, con che sintomi si manifesta e come si può curare.
Conoscere il cheratocono
Nella maggior parte dei casi il cheratocono si manifesta tra i 14 e i 20 anni di età, colpendo entrambi gli occhi. Tuttavia non sono rare le circostanze in cui si sviluppa anche dopo i 40 anni. In pratica il tessuto della cornea si assottiglia, perde la sua naturale curvatura, assumendo una forma irregolare e appuntita a “cono”. La cornea, insieme al cristallino, rappresenta una delle lenti più importanti dell’occhio. Da sola infatti interviene per l’80% nella messa fuoco delle immagini.
Quali sono le cause?
Ad oggi non è ancora perfettamente chiaro cosa provochi il cheratocono. Oltre a una probabile predisposizione genetica, vi sono altre condizioni che ne aumentano il rischio. Alcuni soggetti più esposti sono quelli affetti da sindrome di Down, disfunzioni tiroidee, da retinite pigmentosa e malattie del collagene.
Principali sintomi ed effetti del cheratocono
Le alterazioni corneali provocate dal cheratocono si manifestano con difficoltà di messa a fuoco degli oggetti. Questo deficit interessa sia la visione da lontano che da vicino. Quando fa la sua comparsa, la patologia si maschera spesso da miopia o astigmatismo. Sintomi comuni sono:
- Vista offuscata
- Ipovisione al buio
- Visione ridotta quando gli occhi sono affaticati
- Ipersensibilità alla luce
Metodi di diagnosi
Al momento non esistono protocolli di prevenzione. Per questo motivo è fondamentale la diagnosi precoce, per arrestare o far regredire la patologia. In sede di visita oculistica, se c’è sospetto di cheratocono occorrono esami specifici.
Topografia corneale. Si tratta dell’indagine principale per rilevare il cheratocono e studiarne il decorso. Si proiettano sulla cornea delle immagini di anelli concentrici. Un apposito software elabora i dati raccolti e li trasforma in una mappatura della curvatura corneale.
Pachimetria corneale. Misura lo spessore corneale ed è complementare alla Topografia.
Cheratocono: cura e trattamento
Nelle fasi iniziali la patologia viene trattata con occhiali da vista o con lenti apposite lenti a contatto per cheratocono. Quando entrambe queste strategie si dimostrano inefficaci, si passa a opzioni più avanzate, dalla terapia conservativa agli interventi di tipo chirurgico.
Cross Linking Corneale. Si usa un collirio a base di vitamina B2 o riboflavina. La cornea poi si irradia con raggi UVA a bassa intensità. Per finire si applicano soluzioni o pomate antibiotiche. Lo scopo di questo trattamento è potenziare le strutture corneali e arrestare l’evoluzione del cheratocono.
Trapianto corneale a tutto spessore. Nella cheratoplastica perforante PKP si sostituiscono porzioni centrali della cornea compromessa con quelle del donatore.
Cheratoplastica lamellare anteriore profonda (DALK). In questo caso si rimuove gran parte anteriore della cornea, rimpiazzata con quella di un donatore e lasciando intatta solo la porzione posteriore.

