Nell’ipermetropia il punto focale delle immagini cade “oltre” la retina, creando difficoltà nel visualizzare oggetti gli vicini, e col tempo anche quelli lontani. Nei bambini e nei soggetti giovani l’occhio compensa automaticamente il difetto. Tuttavia dopo i 40 anni questa fisiologica capacità di aggiustamento diminuisce progressivamente, manifestando la cosiddetta “presbiopia”.

Ipermetropia e presbiopia hanno punti in comune ma diversa natura. La presbiopia infatti coinvolge solo la visione da vicino e insorge con l’invecchiamento del cristallino. L’ipermetropia è invece congenita ma resta silente fino che funziona il suddetto meccanismo di adattamento. Inoltre, come accennato, aggravandosi compromette anche la messa a fuoco da lontano.

Quali sono le cause dell’ipermetropia

Abbiamo detto che l’ipermetropia è una condizione anatomica innata delle strutture oculari. È quindi già presente nell’individuo fin da piccolo ma si rivela con l’invecchiamento. Nel dettaglio sono 3 le possibili cause:

  • Curvatura corneale insufficiente (cornea troppo piatta)
  • Lunghezza del bulbo oculare inadeguata (bulbo troppo corto)
  • Spessore del cristallino carente (cristallino troppo sottile)

Spesso si sperimenta una combinazione di tutti questi elementi insieme. Più raramente intervengono anche altri fattori scatenanti quali: diabete, tumori dell’orbita e problemi ai vasi sanguigni delle retina (ipoplasia foveale).

Ipermetropia sintomi e diagnosi

Ciò che caratterizza l’ipermetropia è principalmente la visione poco chiara a breve distanza. A questa condizione “tipica” si associano anche:

  • Dolore, arrossamento e bruciore agli occhi
  • Mal di testa
  • Battito frequente delle palpebre
  • Tendenza a strizzare gli occhi nel tentativo di mettere a fuoco
  • Sensazione di stanchezza agli occhi dopo aver letto, lavorato al pc o guardato la TV
  • Lacrimazione eccessiva
  • Ipersensibilità alla luce per il coinvolgimento degli stessi muscoli oculari che la filtrano

La diagnosi dell’ipermetropia di norma avviene durante le visite oculistiche di routine. Gli esami più comuni sono:

Test di Rossano-Weiss

Si dimostra molto efficace con i bambini che non sanno ancora leggere. Viene mostrato un grafico con delle C o delle E, orientate in modi diversi (a volte si usano disegni o forme di animali). Il paziente si dispone a 33 cm dal cartellone e descrive la direzione delle aperture (sopra, sotto, sinistra, destra). Le lettere sono distribuite su file di grandezza decrescente.

Test di Parinaud

Il paziente legge un testo collocato a 33 cm di distanza, composto da lettere di grandezza decrescente. I caratteri si identificano con la sigla P accompagnata da un numero che indica le dimensioni via via più piccole. Leggere lettere in P1 a 25-30 cm vuol dire avere 10 decimi.

Come detto, nei soggetti più giovani, l’ipermetropia viene mascherata dal sistema di adattamento del cristallino. Per questo motivo si instillano negli occhi delle gocce cicloplegiche che dilatano la pupilla e annullano l’effetto compensativo.

Possibili complicanze

Una volta individuata, l’ipermetropia nei bambini è molto più facile da correggere che negli adulti. Però la diagnosi tardiva dà conseguenze più serie nei piccoli rispetto ai soggetti già grandi. Infatti lo sforzo costante per mettere a fuoco può causare diplopia (sdoppiamento delle immagini).

Questa a sua volta può evolvere in strabismo (occhi disallineati o che si concentrano su oggetti diversi). Il problema di prospettiva costringe il cervello a dare priorità a un occhio solo, mentre l’altro si indebolisce e diviene “pigro” (ambliopia). Questo è una sorta di punto di non ritorno.

Se il problema non viene trattato in tempo e adeguatamente può far perdere totalmente la funzionalità dell’occhio interessato. La strategia più diffusa è indossare un benda sull’occhio dominante. In questo modo il cervello è obbligato a sfruttare l’occhio pigro che quindi si rafforza. Nei casi più gravi, si integrano occhiali o procedure chirurgiche per accelerare il processo di bilanciamento della vista.

L’ipermetropia come si corregge?

L’ipermetropia come si cura? Esistono sostanzialmente 3 approcci a questo disturbo visivo:

Occhiali da vista

È il sistema più semplice. Su prescrizione dell’oculista, l’ottico monta specifiche lenti convergenti che aiutano l’occhio a riportare il fuoco sulla retina.

Lenti a contatto

Il principio è lo stesso degli occhiali da vista ed è altrettanto efficace. È molto apprezzato dal punto di vista estetico, per il confort e il senso di libertà.

Fino ai 21 anni gli specialisti suggeriscono di affrontare il problema esclusivamente con questi due metodi, alternandoli all’occorrenza, in caso si aggiungano anche disturbi come la miopia.

Chirurgia refrattiva

Si avvale delle moderne tecniche laser che intervengono sulla curvatura della cornea. Attualmente la tecnologia più affidabile e avanzata è chiamata iLasik con laser ad eccimeri. Non richiede bisturi, non dà dolore né durante né dopo l’intervento, garantisce rapido recupero ed è totalmente personalizzabile in base alle esigenze del paziente.

Nelle circostanze più complesse, quando il trattamento iLasik non basta, si procede con impianto di lenti intraoculari da sovrapporre al cristallino. Questa è la strategia d’elezione in presenza di cataratta. La chirurgia refrattiva è un’opzione da valutare caso per caso perché non è immune da complicanze, anche importanti, non è indicata per tutti ed è soggetta a regressione nel tempo.