L’ipovisione è una condizione di acutezza visiva molto limitata, che influisce sulla qualità di vita di tutti i giorni e sull’autonomia della persona. Chi è ipovedente, quindi, ha una funzione visiva ridotta e ha difficoltà anche a svolgere compiti semplici come leggere un libro o lavorare al pc. Ci sono diversi livelli di ipovisione che l’OMS ha classificato: l’ipovedente ha una acuità visiva nell’occhio migliore compresa tra 3/10 e 1/20 e l’ipovisione si divide in lieve, media o grave.

Le cause

Sono diverse le cause che possono portare all’ipovisione, uno dei fattori di rischio maggiori è l’età. Spesso infatti gli anziani i più colpiti da questa patologia. Ma possono incidere anche difetti congeniti e malattie ereditarie; e poi patologie che riguardano la retina, come la degenerazione maculare (invecchiamento dell’occhio) o la retinopatia diabetica, entrambe portano a una forte riduzione della qualità e quantità visiva. C’è anche il glaucoma o eventi di natura traumatica che possono compromettere la struttura dell’occhio.

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Come si manifesta l’ipovisione

L’ipovisione provoca disagi in chi ne soffre, perché rende difficile e complicata anche l’azione più semplice come riconoscere una persona, attraversare la strada o leggere un giornale. Si perde la sensibilità al contrasto, ma aumenta quella alla luce e poi si modificano la visione e la percezione dei colori.

Come alleviare i disturbi

Non è possibile riacquistare la vista né correggere questa patologia con trattamenti, interventi o occhiali, ma si può imparare a gestire e potenziare al meglio il residuo visivo. Alcuni esercizi e ausili ottici speciali possono aiutare nella riabilitazione visiva e quindi consentire una migliore visione.

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