Quando si parla di lacrimazione occhi è facile cadere in errore. Questo infatti non è un “disturbo” ma un processo fisiologico, essenziale per il buon funzionamento dell’apparato visivo. Le lacrime sono una protezione contro patogeni esterni e un sistema di difesa automatico agli stimoli irritanti. Nutrono le aree oculari periferiche. Sono lubrificanti naturali che facilitano il movimento delle palpebre riducendo l’attrito e rimuovono i corpi estranei.

Se invece la loro quantità o qualità si altera, allora diventano il segnale di un problema o il sintomo di una patologia. Una lacrimazione eccessiva o ridotta si ha di frequente nei neonati e negli anziani. Nel primo caso la ragione è lo sviluppo ancora incompleto dei dotti lacrimali. Al contrario, nel secondo caso, si ha il progressivo invecchiamento delle stesse strutture dell’occhio.

Lacrimazione occhi alterata: possibili cause

Perché a un certo punto il perfetto meccanismo della lacrimazione occhi si “guasta”? La lista delle possibili cause è davvero lunga. Si possono distinguere:

Fattori esterni

Agenti atmosferici (polvere, smog, freddo, caldo…), graffi, abrasioni, corpi estranei, effetti collaterali da farmaci, infezioni (congiuntiviti, blefariti, uveiti, affezioni delle vie respiratorie…), trichiasi (sfregamento cigliare), allergie, infortuni e traumi facciali, orbitali o nasali.

Fattori interni

Anomalie congenite o acquisite (es. Entropion o Ectropion, cioè palpebra curva all’interno o all’esterno), ostruzione dotti lacrimali (stenosi), patologie di vario genere (glaucoma, lupus, forme tumorali, malattie della tiroide e autoimmuni, diabete), infiammazioni sistemiche, cefalea, sindrome dell’occhio secco.

Spesso alla lacrimazione occhi si associano sintomi come: gonfiore palpebrale, prurito, offuscamento e fotofobia. Oltre alle cause citate, si aggiungono pure: l’uso intensivo di strumenti digitali e la mancata o inadeguata correzione di deficit visivi. Fissando a lungo PC, Smartphone e Tablet, si sbattono meno le palpebre e si provoca disidratazione oculare.

Inoltre quando si ha un calo della vista o un disturbo, di uno o entrambi gli occhi (astigmatismo, cataratta…), l’organismo attiva la lacrimazione nel tentativo di “schiarire l’immagine”.

L’importanza di una corretta diagnosi

Considerata la quantità di cause, o concause, che possono provocare lacrimazione occhi, il ruolo della diagnosi è assolutamente cruciale. Spesso, per fortuna, il disturbo risulta transitorio e non richiede particolari trattamenti. Se tuttavia il sintomo persiste, è buona regola rivolgersi al proprio oculista o al medico curante. La prima fase di anamnesi è essenzialmente di tipo informativo.

Il dottore cioè chiede al paziente dettagli circa l’esordio del fastidio, l’intensità, la durata e la presenza di altri sintomi (riduzione della vista, dolore, bruciore, raffreddore, tosse, mal di gola). Importante è sapere se il soggetto ha subito traumi, se soffre di allergie o patologie, se prende farmaci, e se è stato esposto a sostanze urticanti. Dopo l’esame obiettivo seguono quelli strumentali quali ad esempio:

  • Eventuale prelievo del sangue
  • Tonometria (misurazione della pressione oculare)
  • Test di Schirmer (valutazione della composizione lacrimale)
  • Lampada a fessura (per l’osservazione dei tessuti oculari)
  • TC o altri test per immagini
  • Specillazione dei canalicoli. (iniezione tramite cannula di soluzione sterile per sondare/liberare i dotti nasolacrimali).

Cure e trattamenti per lacrimazione occhi

A questo punto la causa che provoca la lacrimazione è stata individuata. Lo step successivo è formulare un percorso di cura adeguato. Una terapia risulta davvero efficace quando non elimina solo il sintomo, ma interviene alla radice per risolvere il fastidio in modo definitivo o prolungato.

Ogni problema richiede quindi una specifica soluzione. Esistono però tecniche e criteri abbastanza validi per macro-tipologie di disturbi. In linea di massima le infiammazioni da agenti esterni reagiscono bene ad impacchi caldi. In caso di traumi invece giova la “crioterapia”, quindi si usano impacchi freddi per ridurre edemi, gonfiori e alleviare il dolore.

Per condizioni di natura virale, batterica o comunque organica, ci si orienta in base al tipo di patologia. Si prescrivono ad esempio colliri antibiotici, cortisonici o antinfiammatori. In caso di lacrimazione occhi da anomalie di tipo anatomico, la strategia è quella chirurgica.

Si fa questa scelta quando il paziente è affetto da Entropion o Ectropion. In pratica si procede al riposizionamento delle palpebre. Lo stesso vale per forme di stenosi dei canalicoli così marcate da compromettere del tutto la normale funzionalità lacrimale. In pratica la sola specillazione non è sufficiente, e occorre “allargare e liberare meccanicamente” i dotti assottigliati e ostruiti.