Appartengono alla categoria delle lacrime artificiali tutte le soluzioni sterili (colliri, gel o unguenti) a diversa densità, concepite per simulare e integrare l’azione delle lacrime naturali. Queste in particolare contengono un mix di proteine, acidi organici, carboidrati, elettroliti, lipidi e acqua. La loro funzione è essenziale per la salute degli occhi. Infatti nel dettaglio:

  • Lubrificano e umidificano gli occhi
  • Garantiscono una visione più nitida rimuovendo eventuali corpi estranei
  • Proteggono da infezioni batteriche
  • Consentono l’idratazione e l’ossigenazione dell’occhio
  • Riducono l’attrito palpebrale e agevolano il movimento oculare

Funzione e composizione delle lacrime artificiali

La composizione delle lacrime artificiali prevede di solito: acido ialuronico, sali di sodio, potassio e polimeri derivati dalla cellulosa. In genere si impiegano per trattare irritazioni o in caso di insufficiente produzione lacrimale. Le usano però anche soggetti perfettamente sani, per prevenire o trattare la secchezza oculare. Questa condizione è oggi piuttosto comune e ha diverse cause. La prima è la permanenza in ambienti chiusi con aria condizionata.

Inoltre vi è l’ormai sempre più diffuso utilizzo di dispositivi digitali. Infatti davanti agli schermi retro-illuminati, si sbattono meno le palpebre e l’occhio non si umidifica abbastanza. Altra circostanza in cui le lacrime artificiali sono molto utili e in caso di scorretto uso o errata pulizia delle lenti a contatto. Per finire, la secchezza oculare insorge a volte anche dopo esposizione prolungata alla luce del giorno, senza l’ausilio protettivo di occhiali da sole polarizzati.

Non tutti i colliri sono uguali

Lacrime artificiali e colliri spesso si confondono e si usano quasi come sinonimi, eppure c’è differenza. In base alla viscosità e alla funzione, le prime possono essere sotto forma di gel, di unguenti o totalmente liquide. In quest’ultimo caso si parla genericamente di colliri. Tuttavia un collirio può contenere anche principi attivi farmacologici come antinfiammatori, antibatterici e cortisone.

Le lacrime artificiali invece si acquistano anche senza prescrizione medica e non rientrano tra i “medicinali” in senso stretto. Nonostante ciò è sempre meglio usarle solo su indicazione del proprio oculista. Infatti, sebbene si tratti di composti di norma ben tollerati, sono noti casi di ipersensibilità o allergia a particolari sostanze in essi contenuti. In queste circostanze si possono verificare: irritazioni, congiuntiviti, fotofobia, lacrimazione occhi e addirittura lesioni corneali.

Lacrime artificiali: come sceglierle, conservarle e applicarle

Le lacrime artificiali di norma sono in commercio in confezioni multi dose o monodose. Il primo tipo è indicato in caso di utilizzo quotidiano moderato e poco frequente (circa 2 volte al giorno). Nella fattispecie contengono piccole quantità di sostanze conservanti, che ostacolano lo sviluppo di batteri. Se tuttavia la soluzione diventa torbida o cambia colore, è meglio non usarla. In linea di massima, dopo l’apertura, il prodotto va consumato entro 15-30 giorni.

Le confezioni monodose invece sono ideali per applicazioni dalle 4 volte al giorno e oltre. Si consiglia di conservare i flaconi a una temperatura ambiente tra i 15 e i 25 gradi, lontano da fonti di calore e umidità. Prima di utilizzarle è necessario lavarsi le mani. Chi indossa lenti a contatto dovrà toglierle e attendere almeno 10 minuti prima di applicarle nuovamente. L’effetto umettante delle lacrime artificiali può provocare una transitoria vista offuscata. Quindi si suggerisce sempre di non mettersi alla guida o al pc immediatamente dopo l’applicazione. In caso di terapie che prevedono l’uso di altri colliri, meglio distanziare l’applicazione dei composti di almeno 15-30 minuti.