I Ray-Ban sono indissolubilmente ancorati per intere generazioni a un film degli anni ’80 e a un attore che è diventato negli anni una star di Hollywood. Era il 1986 quando nelle sale cinematografiche usciva Top Gun, la pellicola che ha lanciato Tom Cruise e ha fatto entrare in milioni di case la canzone che ha vinto l’Oscar Take my breath away, ma ha contribuito anche a far impennare le vendite del modello Aviator creato circa cinquant’anni prima.

I primi piani dell’attore americano con i Ray-Ban Aviator restano indimenticabili: mentre pilota l’F-14 della Marina degli Stati Uniti, o quando va in moto sulle strade di San Diego, ancora mentre gioca a beach volley con l’amico Goose, sfidando Iceman e il suo compagno.

Immagini indelebili di un film diventato cult, così come è indelebile il segno che i Ray-Ban hanno lasciato nella storia dell’eyewear, del cinema e dello spettacolo. Non solo Top Gun e Tom Cruise, il marchio ha “vestito” anche James Dean e Audrey Hepburn, solo per citare due grandi attori. Come non ricordare anche un altro mito, Michael Jackson, che nel leggendario “Bad tour” indossava i Ray-Ban Wayfarer.

Ma come è nato il marchio Ray-Ban?

Negli anni ’30 molti piloti della US Air Force accusavano mal di testa e vertigini a causa della luce solare che li abbagliava durante le ore di volo. Così vengono inventati gli occhiali con le lenti verdi, che riescono ad eliminare i riflessi senza oscurare la vista.

Dal 1937 la vendita dei nuovi occhiali senza riflesso viene estesa al pubblico, il modello noto come Aviator all’inizio ha una montatura in plastica, diventata in metallo l’anno successivo. Dai piloti al grande pubblico, il successo è quasi istantaneo. Nel giro di dodici mesi viene prodotto anche il modello Shooter disponibile con lenti verdi o giallo chiaro Kalichrome, utili in caso di nebbia e con un cerchio centrale “portasigaretta”. L’anno dopo il marchio ha un’ulteriore espansione, grazie al lancio di Ray-Ban Outdoorsman, chiamato “Skeet Glass” e creato in particolare per gli appassionati di caccia, tiro e pesca.Negli anni ’40 il marchio Ray-Ban incrementa l’attività di ricerca e sviluppo, producendo le innovative lenti a specchio sfumate, per una maggiore protezione degli occhi. Gli anni ’50 sono quelli della grande rivoluzione. Prima con il modello Ray-Ban Wayfarer, indossato da James Dean in Gioventù bruciatae Audrey Hepburn nel mitico Colazione da Tiffany. Un anno dopo fa la sua comparsa il modello Ray-Ban Signet, rivisto nel 2011 nella versione Ray-Ban Johnny Marr’s Limited Edition personalizzata dal chitarrista della band indie rock britannica The Smiths, Johnny Marr.

Di questo periodo sono anche la lente grigia G-15 e una quarta montatura in metallo, Ray-Ban Caravan, resa celebre da Robert De Niro nel film Taxi Driver. Il 1958 è l’anno della prima collezione dedicata alle donne. Gli anni della rivoluzione arrivano anche per i Ray-Ban, che tocca quota cinquanta modelli prodotti tra uomo, donna e bambino. Il marchio è tra i leader nel settore eyewear internazionale per stile e qualità di occhiali e custodie.

I divi i Hollywood che scelgono i Ray-Ban contribuiscono ad accrescere il marchio: Peter Fonda per Easy Driver indossa gli Olympian I e II;Clint Eastwood in Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo porta i Balorama; mentre Bob Dylan non si fa vedere quasi mai senza i suoi Wayfarer. Ma gli anni ’60 sono anche quelli del debutto dei Ray-Ban Meteor e Laramie.

Sport e moda segnano il decennio successivo del marchio, che punta tutto sui modelli Ray-Ban Vagabond e Ray-Ban Stateside. Vengono creati anche occhiali specifici per la montagna, con lenti a specchio e protezioni laterali. La produzione si amplia fino a toccare anche il settore degli occhiali da vista. Nel 1974 vengono introdotte le lenti fotocromatiche Ambermatic, in grado di cambiare colore a seconda delle condizioni di luce.Gli anni ’80 vedono i Ray-Ban spopolare al cinema non solo con Top Gun e gli Aviator, ma anche con il modello Wayfarer in The Blues Brothers e Risky Business – Fuori i vecchi… i figli ballano. I ’90 non sono da meno: Denzel Washington in “Malcolm X” indossa i Ray-Ban Clubmaster, così come Tim Roth in “Le Iene”. I Predator illuminano i volti di Will Smith e Tommy Lee Jones in Men in Black, mentre Johnny Depp sceglie Ray-Ban Shooter in “Paura e delirio a Las Vegas”.

Nel 1999 il Gruppo Luxottica fa sua la divisione montature di Bausch & Lomb, compresi i marchi Ray-Ban, Arnette, Killer-Loop Eyewear e Revo. Da qui in poi ci sarà una nuova evoluzione: prima con le linee Ray-Ban Vista e Ray-Ban Junior, poi con una serie di edizioni rivisitate di vecchi modelli che non perdono mai classe e stile. Cambia anche la comunicazione, vengono coinvolte nelle campagne star del genere indie rock come Peaches, James Murphy degli LCD Soundsystem, Bobby Gillespie dei Primal Scream e Johnny Marr degli Smiths; gruppi come Kills, Black Kids, Ladyhawke, Ipso Facto e Paolo Nutini.Le novità in casa Ray-Ban non finiscono: la collezione Tech Carbon Fiber è robusta ma anche leggera; i Light Ray sono realizzati con una lega di titanio ipoallergenica, durevole e flessibile. Il più recente progresso tecnologico riguarda l’inserimento di LiteForce, materiale termoplastico in grado di fornire resistenza e flessibilità di alto livello. Insomma, Ray-Ban resiste nel tempo grazie alla continua evoluzione tecnologia, ai modelli classici che non passano mai di moda. Resta un marchio di grande eleganza e stile. Tutti possiamo dire di aver indossato un occhiale Ray-Ban almeno una volta nella vita!