Alcuni deficit visivi si presentano in modo lento e insidioso. In pratica ci si “abitua” gradualmente ad una vista non ottimale. L’esempio più lampante è la cataratta, cioè la progressiva opacizzazione del cristallino. Si va quindi dal medico solo quando la condizione compromette normali attività come leggere, lavorare al pc o guidare. Tra i campanelli d’allarme ci sono pure sintomi come emicranie, lampi di luce agli occhi o stanchezza oculare. Per questo è importante effettuare il test della vista almeno una volta l’anno.

Ciò vale in particolar modo se si hanno più di 40 anni. Nei soggetti molto giovani si può programmare la prima visita entro i 2 o 3 anni di età e poi con l’inizio della scuola. In seguito, anche in assenza di problemi evidenti, è prudente ripetere il test della vista almeno ogni 2 anni. Infatti in tal modo è possibile diagnosticare precocemente eventuali disturbi.

In cosa consiste il test della vista

Il semplice test della vista consiste nella lettura di una tabella detta “ottotipo”, su cui sono impressi caratteri di grandezza crescente o decrescente. Il pannello è posto a una distanza di almeno 6 metri dal soggetto. Il primo prototipo di questo dispositivo è quello di Ferdinand Monoyer nel 1872, detto appunto “Grafico di Monoyer”. L’oftalmologo francese ideò dunque l’unità di misura del potere ottico delle lenti, la diottria. Ogni riga del Grafico corrisponde a diversi decimi di capacità visiva. Un soggetto con 10/10 ha in pratica una vista perfetta. Un dettaglio curioso è che Monoyer “firmò” la sua invenzione nascondendo il proprio nome in mezzo alle lettere. È infatti possibile leggerlo dai caratteri laterali, dal basso verso l’alto, escludendo l’ultima riga.

Nel 1875 l’oculista olande Hermann Snellen sviluppò un sistema simile, con la differenza che le lettere vanno da più grandi a più piccole. Le righe sono in tutto 10 come le diottrie ottimali di un occhio sano. I caratteri si leggono con entrambi gli occhi aperti e poi con uno alla volta. Al paziente inoltre si applica una sorta di montatura con lenti intercambiabili, fino a trovare la giusta gradazione. Il test della vista da lontano si effettua anche da vicino, visualizzando l’ottotipo su un foglio A4 a una distanza di circa 40 cm. Nel primo caso è possibile diagnosticare miopia, astigmatismo o ipermetropia. Nel secondo invece si rilevano disturbi come la presbiopia.

Sul web sono presenti molti test della vista per l’autorilevazione. Tra questi c’è anche il reticolo di Amsler, per valutare in autonomia possibili degenerazioni maculari. Sebbene si tratti di procedimenti innocui e basati su una certa efficacia, il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un professionista del settore. Infatti presso molti centri specializzati come Ottica Vasari, il controllo della vista è semplice e gratuito.

La visita oculistica

La visita oculistica comprende sia il test della vista che altri esami per valutare le condizioni di integrità e funzionalità delle strutture oculari. C’è ad esempio l’esame biomicroscopico delle aree posteriori e anteriori degli occhi. Questa indagine rileva in particolare eventuali anomalie come maculopatie e glaucomi. Un altro strumento utilizzato dall’oftalmologo è l’Autorefrattometro. Il paziente, con il mento appoggiato su un supporto, osserva per alcuni istanti un’immagine che si mette a fuoco e si sfoca. Questa procedura rileva lo stato di salute della retina. C’è poi il Tonografo, tramite cui si misura la pressione intraoculare. Il paziente fissa un disco luminoso mentre il dispositivo emette un soffio d’aria rilevando eventuali anomalie. L’oculista a questo punto prescrive occhiali con lenti monofocali o eventualmente lenti a contatto.