Dall’ultimo sondaggio di Aidp (Associazione italiana dei direttori del personale) sullo smart working emerge che 2 aziende su 3 anche dopo la fine dell’emergenza da Coronavirus continueranno a utilizzare questa formula lavorativa. A sei mesi di distanza dall’inizio del lockdown, il lavoro da casa continua la sua crescita con un 68% di lavoratori favorevoli a questa nuova normalità. E i dati indicano che anche nel 2021 quasi il 58% sceglierà di lavorare dalla propria abitazione. Un’opportunità che però incide anche sulla salute: meno relazioni personali e più stanchezza degli occhi.

Non solo smart working

Passiamo quasi 47 anni ben 408.431 ore davanti a uno schermo. A dirlo è una recente indagine, che evidenzia come gli italiani siano totalmente presi da social network, ma anche che ormai la maggior parte dei lavori si svolge attraverso uno schermo. Nella lista il device più utilizzato è il pc, poi lo smartphone, a seguire televisione, tablet, console da gioco, e-reader. Da qui le conseguenze sulla salute, in particolare sull’affaticamento degli occhi. Una situazione amplificata dalla pandemia, che ha costretto tutti a casa tra smart working, didattica e formazione a distanza.

Occhi, luce blu e smart working

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Proteggiamo gli occhi

Ore davanti al pc per lavorare e per fare formazione a distanza, poi lo sguardo si posa sullo smartphone per i contatti con famiglia, amici e colleghi, e poi ancora sulla tv compagna di svago. I nostri occhi finiscono per essere bombardati, e tutti questi apparecchi elettronici hanno un effetto negativo sull’apparato visivo. Si va da disturbi visivi più comuni, come l’occhio secco e l’arrossamento oculare, a quelli più seri che si manifestano nel lungo periodo, come invecchiamento dei tessuti oculari, con problemi al cristallino, al vitreo e alla retina.

Oltre ad indossare un buon paio di occhiali da vista che proteggono con un filtro anche dalla luce blu, è bene staccare lo sguardo dai device elettronici durante la pausa pranzo o per alcuni minuti nell’arco della giornata, e poi fare piccoli esercizi distensivi e favorire l’umidificazione dell’occhio. Bisogna inoltre posizionare lo schermo a 40 centimetri di distanza dagli occhi, impostando un contrasto nella luminosità che faciliti la lettura e non provochi affaticamento. Anche la dimensione dei caratteri deve essere adeguato.

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È bene avere anche una corretta alimentazione e uno stile di vita adeguato. È risaputo che frutta come kiwi, agrumi, mirtilli, ma anche pesce azzurro e vegetali sono un’ottima fonte di vitamine, importantissime per gli occhi.

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